Cuccia per cani da Esterno, come scegliere bene

Cuccia per cani da esterno

Le cucce per cani, chi ne ha uno o più lo sa, sono accessori indispensabili per il benessere fisico e mentale dei nostri amici pelosi, indipendentemente dalla loro taglia o dal loro carattere. È una costante che accomuna tutte le persone che decidono di prendere in casa un cane. Una delle prime cose da fare è scegliere la cuccia in cui il nuovo arrivato trascorrerà i momenti più tranquilli e rilassanti, quel luogo sacro in cui il nostro amico a quattro zampe avrà la certezza di non essere disturbato o in cui andarsi a rifugiare in caso di disagio o spavento.

Quali sono le caratteristiche più importanti da valutare:

  • le dimensioni della cuccia: sono essenziali perché il cane deve entrare all’interno comodamente. Se abbiamo una femmina e vogliamo che in futuro possa avere dei cagnolini, è importante considerare anche una dimensione più grande, perché per lei sarà importante poter partorire e allattare i cuccioli nel suo posto preferito, quindi nella cuccia.
  • la forma: ci sono delle vere e proprie gabbiette (trasportini, o Kennel), e poi ceste, divanetti, lettini, brandine, cuscini, tappeti: tutte queste tipologie sono cucce da interno, e dobbiamo scegliere la migliore in base alle necessità del cane.
  • Il materiale: deve essere atossico, ipoallergenico, sfoderabile, lavabile e igienizzabile.

Un cane ha bisogno di un luogo tranquillo dove riposarsi e regalargli una confortevole cuccia da interno, fa sì che l’animale non prenda l’abitudine di dormire in luoghi poco consoni e di cercare rifugio sul letto, il tappeto o il divano. Una cuccia è utile anche per evitare la dispersione del pelo in casa che, come è noto, è uno degli svantaggi a cui va incontro chi ha un animale domestico. e che ci sia anche una minore dispersione di pelo nella casa. Abituare il cane a dormire nella sua cuccia può non essere semplice. È compito del padrone trovare il giaciglio migliore per le esigenze dell’animale, così che non cerchi rifugio sul letto, sul divano o in altri luoghi di casa.

Quanto deve essere grande la cuccia di un labrador?
Labrador (C media = 55,5 cm) – Canada 4, Domus Extra Large, Dogvilla 110, Dog Lodge 110, Canada 6, Kenny 7, Baita 120, Domus Maxi; Pastore Tedesco (C media = 60 cm) – Domus Extra Large, Canada 6, Kenny 7, Baita 120, Domus Maxi; Dobermann (C media = 68 cm) – Domus Maxi. 2 feb 2017

Che cuccia comprare?
La cuccia deve essere fatta su “misura”, il cane non deve sentirsi né costretto né spaesato all’interno del suo luogo speciale. Ci deve essere lo spazio sufficiente per il movimento all’interno, ma anche per entrare e uscire senza problemi. Di solito le cucce sono classificate già dal venditore in base alle taglie.

Quale cuccia per pastore tedesco?
Per darti un criterio di riferimento: una cuccia per Pastore Tedesco dovrebbe misurare all’incirca dieci centimetri in più dell’altezza del cane. Sessanta centimetri dovrebbe dunque essere l’altezza limite. Il cane deve poter girare su se stesso all’interno della cuccia, entrare e uscire senza fatica.

Cuccia per cani

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Torna il calendario Pirelli, firmato da Bryan Adams

AGI –  Torna, dopo la pausa di un anno dovuta al Covid, il Calendario Pirelli, lanciato per la prima volta nel 1964. A firmare l’edizione 2022 di “The Cal”, dedicato al tema “On the road”, il cantante e fotografo canadese Bryan Adams, intervenuto alla conferenza stampa di presentazione da una camera d’albergo, costretto dalla quarantena dopo essere risultato positivo al Covid per la seconda volta in un mese al suo arrivo a Milano, venerdì scorso. Protagonisti dei suo scatti artisti e musicisti della scena internazionale dal 1960 a oggi immortalati “On the road” durante momenti diversi vissuti in tournée. Insieme allo stesso Bryan Adams, immagine del mese di dicembre, nella 48esima edizione di The Cal ci sono dieci artisti di fama mondiale e di generi musicali, età e percorsi professionali diversi: Cher, Grimes, Jennifer Hudson, Normani, Rita Ora, Bohan Phoenix, Iggy Pop, Saweetie, St. Vincent e Kali Uchi.    

Oltre alle fotografie, Bryan Adams ha firmato anche il brano omonimo “On the road” che il 62enne rocker canadese ha scritto per il Calendario e che sarà inserito nel suo prossimo album. Non a caso il calendario è presentato all’interno della custodia di un LP in vinile. Il ritorno di The Cal coincide, inoltre, con l’anno della celebrazione dei 150 anni di Pirelli, il cui logo è stato svelato contestualmente al Calendario dal numero uno del hruppo, Marco Tronchetti Provera. L’ad ha ringraziato Adams definendolo “un grande uomo” e un “artista lungimirante e visionario” che “ha fatto delle cose meravigliose per questo calendario”.     

Le foto sono state scattate la scorsa estate, in soli tre giorni di lavorazione, in due location di Los Angeles – il Palace Theatre e l’hotel Chateau Marmont di Hollywood – e a Capri all’hotel Scalinatella.

Adams, conosciuto soprattutto come cantante e autore di brani di grandi successo quali “Please forgive me” e “Everything I do (I do it for you)”, è anche un fotografo pluripremiato che ha pubblicato su Harper’s Bazaar e Vogue. In ‘The Cal 2022’ ha cercato di cogliere i tratti distintivi dei diversi artisti e i mesi del Calendario si susseguono con oltre 160 pagine e più di 70 scatti: dal risveglio in albergo di St. Vincent (il cui volto appare anche sulla copertina del volume), al giorno di pausa a bordo piscina di Kali Uchis, dal check out verso un altro viaggio di Saweetie al backstage di Cher, dal riposo di Normani prima delle prove del suono all’arrivo a teatro di Jennifer Hudson, dai momenti prima dello show di Iggy Pop (immortalato anche sulla quarta di copertina) a Grimes all’interno dello studio di registrazione, da Bohan Phoenix che rientra in hotel dopo la sua performance a Rita Ora dopo lo show.     

“Sarebbe davvero difficile sintetizzare con una lavorazione di pochi giorni – ha spiegato – tutto quello che succede sulla strada. Quello che ho cercato di fare è stato quindi di rappresentarne alcuni aspetti. Per esempio, noi musicisti non vediamo mai veramente la facciata dell’edificio, ma sempre soltanto il retro: vediamo l’ingresso degli artisti, vediamo l’area del backstage, vediamo il seminterrato. Si passa dall’ingresso degli artisti alla portiera della macchina a quella dell’hotel a quella del treno e poi del bus. Un sacco di porte, dunque, ma sempre di viaggio si tratta”.  


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