Consumi, agli italiani piacciono le rate. Nel 2019 i finanziamenti hanno toccato i 22 miliardi di euro (+7,4%)

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Corriere.it – Economia

Macchine e Macchinari per l’agricoltura – Fiera del Madonnino

42° Fiera del Madonnino
La Fiera Toscana dell’agricoltura, una storia lunga 42 edizioni!

La Fiera del Madonnino è oggi la più importante manifestazione espositiva dei macchinari agricoli in Toscana, organizza al suo interno manifestazioni zootecniche a livello nazionale e ospita una grande area dedicata al vivaismo e giardinaggio.

La 42° Fiera del Madonnino sarà aperta al pubblico da venerdì 24 aprile 2020 a domenica 26 aprile 2020

I visitatori potranno accedere con orario continuato dalle 9.00 alle 18.00

L’accesso principale per il pubblico sarà dalla biglietteria presso l’ingresso EST (Strada Comunale del Madonnino 11/13), chi già in possesso di biglietto potrà accedere anche dagli ingresso SUD in prossimità dei parcheggi esterni.

COME ARRIVARE
Il Centro fieristico si trova in località Madonnino – nella frazione di Braccagni, a circa 8 km della città di Grosseto – a fianco della Superstrada SS1 – E80, immediatamente raggiungibile dall’uscita “Braccagni Fiera”.

In auto:
Provenendo da Livorno sulla SS1 – E80, prima di arrivare alla città di Grosseto, prendere l’unica uscita Braccagni e seguire poi le indicazioni per il Centro Fiere.

Provenendo da Roma sulla SS1- E80, superare la città di Grosseto e dopo circa 8 km, prendere la seconda uscita Braccagni, seguire poi le indicazioni per il Centro Fiere.

Provenendo da Siena al termine della E78 – S223 uscire a Grosseto Nord e prendere in direzione Livorno, successivamente prendere la seconda uscita uscita Braccagni e seguire le indicazioni per il Centro Fiere.

 

Macchine e Macchinari per l’agricoltura

Occupano lo spazio centrale e principale della manifestazione per il 57% della superficie espositiva scoperta, in questa area sono rappresentati tutti i più importanti marchi di questo settore con i propri concessionari di zona

 

1° Salone Digital @Gripartner – Agricoltura 4.0

La grande novità della 42° edizione della fiera del Madonnino, sarà un padiglione dedicato interamente all’agricoltura 4.0 e tutto ciò che è collegato alla diffusione delle nuove tecnologie disponibili in agricoltura.

 

Zootecnica

In uno spazio di 7.000 mq, vengono organizzate rassegne zootecniche a livello nazionale e la fattoria didattica.
Grossetofiere con la consulenza di AIA e Arat , organizza manifestazione zootecniche di livello nazionale. Con cadenza biennale viene realizzata la prestigiosa Mostra Nazionale dei Bovini di Razza Chianina iscritti al Libro genealogico, per la 42° edizione della Fiera del Madonnino l’attenzione sarà rivolta alle razze animali autoctone allevate in Toscana in via di estinzione.

Coordinate GPS

LAT: 42.892504
LON: 11.071644

SERVIZIO NAVETTA
Bus navetta gratuito da e per Grosseto

Per ogni giorno di fiera a cadenza oraria, dalle ore 9,00 alle ore 16,30 con fermate:

Grosseto Stazione FS
Viale della Repubblica Velodromo (lato tribune ingresso centrale)
Via Senese fermata Ospedale
Fiera del Madonnino
Le corse di ritorno, sempre una ogni ora, iniziano dalle ore 11.30, ultima corsa ore 19.30

BIGLIETTI
Biglietto Intero € 8,00

Biglietto Ridotto Ass. di Categoria € 5,00
Riservato ai soci di Associazioni di Categoria Agricole accreditati tramite sito fieradelmadonnino.it

Biglietto Ridotto Gruppi € 5,00
Riservato ai gruppi sopra n° 20 persone registrati tramite sito fieradelmadonnino.it

Abbonamento per più giornate
Prenotabile tramite sito fieradelmadonnino.it

www.fieradelmadonnino.it

J’accuse di Barbareschi: “La morte del Teatro Eliseo è un genocidio culturale”

J’accuse di Barbareschi: “La morte del Teatro Eliseo è un genocidio culturale”

“Un teatro può chiudere per invidia sociale? Dov’è il senso della comunità culturale a Roma, quando si vuole perpetrare un genocidio culturale chiudendo il teatro Eliseo? Il fatto che la politica non ci ascolti non mi stupisce, ma mi turba quando a non ascoltarci è la nostra comunità”. È durissimo Luca Barbareschi della conferenza stampa organizzata nello stabile di via Nazionale di cui è proprietario e direttore artistico quando ha voluto spiegare cosa sta succedendo con i finanziamenti. La commissione parlamentare ieri ha bocciato l’emendamento per cui il teatro Eliseo avrebbe avuto i finanziamenti di 4 milioni per tre anni (2019-201), per poter andare avanti.

“Per tutto il lavoro fatto e le produzioni e gli spettacoli del teatro, sarebbero serviti 5 milioni l’anno, ma abbiamo chiesto i 4 perché erano gli stessi che avevamo avuto per due volte negli anni precedenti – dice Barbareschi – ma la commissione li ha negati, anche se il sottosegretario Misiani ha precisato che non si tratta di bocciatura e che si sarebbe aperto un tavolo. Per quanto mi riguarda – aggiunge – per la mia esperienza politica, so bene che aprire un tavolo è un modo per prendere in giro le persone, in ogni caso a me non l’ha detto nessuno. E nessuno mi risponde”.  

Cosa succederà adesso? Cosa farà Barbareschi se il finanziamento non arriverà? “Visto che non voglio truffare i miei abbonati, sicuramente porterò a termine la stagione dell’Eliseo fino ad aprile – spiega ancora – anche rimettendoci di tasca mia. Entro due mesi, inoltre, dovrei presentare la prossima stagione 2020/21 con contratti e eventi già decisi. Cosa che allo stato sembra impossibile. Per cui forse già nei prossimi giorni mi vedrò costretto a mandare le lettere di licenziamento”. 

Nel suo lungo atto di accusa, l’attore, regista e produttore dedica un pensiero particolarmente violento ai colleghi, oltre che agli altri direttori di teatro che sono stati i primi a chiedere al governo di non dare i soldi all’Eliseo. “Mi addolora la pavidità e latitanza dei colleghi, alcuni dei quali, come Sergio Rubini o Alessio Boni, hanno lavorato con me e oggi hanno spento il cellulare per non farsi chiamare. In questa sede, nel momento in cui io denuncio questa ingiustizia, sono in pochi ad essere vicino a me (tra cui Fausto Brizzi, presente alla conferenza, ndr). Il problema – aggiunge – è che io ho preso un teatro fallito e ne ho fatto un centro culturale d’eccellenza rispettando le regole e facendo tutto alla luce del sole mentre altri hanno bilanci truccati, pagano in nero o fanno cooperative fittizie. Oppure altri che drogano il mercato, come il Piccolo di Milano: prende tra finanziamenti di Stato, quelli del Comune e degli enti locali oltre 11 milioni di euro e non ha neppure una compagnia permanente. E, malgrado abbia tanti finanziamenti statali, fa prezzi dei biglietti stracciati. Una cosa indegna – accusa Barbareschi – perché può permettersi di fare incassi ridicoli tanto i soldi glieli dà lo Stato. Per fare la stessa politica, all’Eliseo dovrei far pagare una poltrona 25mila euro!”.

Secondo Barbareschi, dietro il blocco dei finanziamenti c’è una precisa volontà della politica che non sopportare l’idea che in un teatro importante come quello di via Nazionale ci sia un direttore non espressione dei partiti. “Negli altri Paesi – spiega ancora Barbareschi – si valuta la competenza, il curriculum. Le scelte sono di qualità e risultati si vedono. In Italia non è così. Mi chiedo, per esempio, quanti di quelli che sono a capo di enti lirici conoscono la musica? Io credo che uno come Carlo Fuertes (sovrintendente del Teatro dell’Opera, ndr) non abbia idea di cosa c’è scritto sul pentagramma”.

Nella conferenza Barbareschi parla anche dell’accusa di ‘traffico di influenze‘ per cui è stato rinviato a giudizio. “Fare ‘traffico di influenze’ significa fare il mendicante, fare la questua tra i politici. E lo fanno tutti. Non c’è né dare né ricevere denaro”, spiega. “Sinceramente – conclude – non pensavo che prendere il teatro Eliseo, salvarlo dal fallimento e renderlo un’eccellenza avrebbe scatenato una guerra di invidia, politica e giudiziaria”.

Agi

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