Maremma Toscana – Luogo ideale per le vacanze

di | 18 Febbraio 2020

Agriturismo in Toscana

Non credo vi siano luoghi in Italia (esclusa forse la Regione Abruzzo) che, a fronte di numerosi episodi d i importanza e ricchezza naturaIistiche, possano vantare anche una concentrazione di aree protette assimilabile a quella che la Maremma presenta. D’altra parte, non sarebbe stato nemmeno immaginabile che una regione di antica che concentri, in un sublimato complesso e mirabile, un campionario Maremma (che molti conoscono come Parco dell’Uccellina,dal nome dei monti che ne costituiscono una buona metà) none grande: circa novemila ettari, ma novemila ettari di eccezionale valore ed inarrivabile complessità. In essi il naturalista può veramente trovare di tutto. Ma veramente di tutto. Cercate le grandi paludi di un tempo, regno di cinghiali ed oche selvatiche? Nel Padule della Trappola, seicento ettari di sconvolgente e selvaggia bellezza, le troverete: isole di pini e ginepri circondati dalle acque salmastre, canneti dorati, distese di salicornie che divengono color amaranto sotto la sferza del maestrale, la corsa schiumosa dei caprioli nell’acquitrino, il volo trillante delle alzavole, il richiamo legnoso delle rane. La spiaggia? Ed ecco anche la spiaggia, chilometri e chilometri di solitudine sabbiosa, che si eleva nella duna ispida di sparto e spinosa di eringi azzurri, profumata di narcisi marini e di ginepri, resa allegra dal volo d i piovanelli & del pellegrino. – Ma c’è anche il fiume… L’Ombrone si avvolge come una biscia ferita tra i campi, fiero del doppio serto di bosco di ontani, salici, tamerici e pioppi che ne adorna le rive e si spampana nella foce erena e ariosa, fremente del volo di gabbiani e mignattini nelle albe primaverili. cristallo isolato e brunito nella steppa colturale, l’Oasi WWF di Vulci: salici e pioppi incoronano il corso del fiume, dirupi boscosi ospitano istrici e tassi, la timida lontra ne percorre prudente le rive motose.

Questo per spiegare le ragioni per cui in questo lembo della abitatissima e coltivatissima Toscana sopravvivano ancora tesori di natura come quel li che abbiamo appena descritto. Ma ciò non vuol dire nemmeno che i segni dell’uomo in questa subregione siano scarsi: così come avviene in molti altri luoghi d’Europa ove pianta uomo è rada e isolata, essa si esprime in maniera più ingoiare e solida che non in altre parti. E il paesaggio ne registra. Fedelmente i messaggi. Se guardiamo le foto aeree dell’entroterra maremmano riprese una ventina d’anni fa, resteremo colpiti daOppure al delizioso centro storico di Port’Ercole in cui le rem Castagneto Carducci, a Bolgheri, tutti nobili paesi purtroppo in parte assediati da quegli espandimenti di cemento e calcina che neppure la Maremma hanno risparmiato. E pensate alle rocche annidate sugli speroni dell’entroterra:come Sbrano, Pitigliano, Sovana,Tuscania, in cui il tufo, il caldo e sensuale tufo eruttato dai vulcani, si nobilita e fiorisce, trasformando la rupe traforata da sepolcreti etruschi in costruzioni medievali dalle linee severe ed essenziali. Ma non basta. per il ristoro delle greggi, i casali fortificati, le abbazie (come quella di San Galgano) che spirano dai ruderi solitari santità e misticismo. E, nei luoghi più interni, la trama dolcissima e sapiente dei campi coltivati, delle siepi amorevoli, dei cipressi scuri, delle vigne e degli oliveti adagiati sui colli che preannunciano il tesoro del paesaggio agricolo del Centro Italia, uno dei più belli e preziosi del mondo.

www.fontemarinaalta.it

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