Campania, da Standard & Poor’s un rating positivo per l’economia

Campania, da Standard & Poor’s un rating positivo per l’economia

Resta il BBB-, ma il giudizio sulla prospettiva va verso una ripresa nonostante l’impatto della pandemia. De Luca: «E’ un importante segnale»

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Cassa integrazione, l’Inps a rilento«Non pagati centomila lavoratori»

Vertice con i sindacati per la tipologia in deroga. La Cgil: «Riceviamo telefonate da tanti disperati». Bonus 600 euro: soddisfatte oltre 300 mila richieste, ne restano 90 mila

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Plastic e Sugar Tax, Caputo (Ibg): «Rischio difficoltà nelle produzioni tipiche italiane»

L’azienda campana affianca Assobibe nelle iniziative contro la tassazione

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Sanificazione Virus Covid19 Follonica Toscana

SANIFICAZIONE
ANTIVIRALE E ANTIBATTERICA

La Sanificazione anti-Covid19 per gli ambienti privati (appartamenti, uffici, negozi) luoghi pubblici (aree parchi, sale giochi, ludoteche e teatri ) è una procedura normata dalla legge dello Stato Italiano per arginare la pandemia.

La Cooperativa Sociale Melograno è una struttura in grado di garantire la massima professionalità grazie a una importante esperienza maturata nel settore delle pulizie industriali e civili.
La continua formazione e la professionalità, nonché la qualità con cui portiamo avanti il nostro lavoro, è testimoniata dalle certificazioni ottenute dalla Cooperativa nel corso degli anni: ISO 9001:2015 per la gestione della qualità, ISO 14001:2015 per la gestione ambientale, OHSAS 18000:2007 per la sicurezza, ISO 13009:2015 per la gestione del nostro stabilimento balneare a fruibilità universale TANGRAM.

La Sanificazione o Sanitizzazione non può però prescindere da un’ottima Pulizia di fondo, per questo noi proponiamo interventi che prevedono due momenti: Pulizia + Sanificazione. La Pulizia è infatti l’insieme di tutte quelle operazioni che occorre praticare per rimuovere lo “sporco visibile” di qualsiasi natura. La Sanificazione o Sanitizzazione è un’azione mirata a debellare qualsiasi tipo di batterio, virus e agente contaminante, che le comuni pulizie non si riescono a rimuovere.

La Cooperativa Sociale Melograno si avvale di nebulizzatori che riducono in parti piccolissime i prodotti disinfettanti pmc (Presidi Medico Chirurgici) che mantengono la loro efficacia ad esempio Metasteril, Af2, Tabs Clor, Diftor, necessari – come evidenziato dal Decreto del Ministero della Salute n. 5443 del 22/02/2020 – quali misure per contenimento dell’emergenza COVID 19 poiché rispettano le caratteristiche di composizione chimica “ipoclorito di sodio 0,1%, etanolo al 70% dopo Pulizia con un detergente neutro, e sali di ammonio”.

La Cooperativa Sociale Melograno è in grado di garantire e soddisfare le esigenze specifiche di ogni singolo committente personalizzando le modalità di erogazione del servizio mediante la modulazione della frequenza degli interventi, flessibilità negli orari di esecuzione e il pronto intervento operativo h24.

INCENTIVI Per incentivare gli interventi di Sanificazione degli ambienti di lavoro, quale misura di contenimento del contagio del virus COVID-19, il Governo riconosce ai soggetti esercenti attività di impresa, arte o professione un credito d’imposta nella misura del 50% delle spese di Sanificazione.

Possiamo gestire anche le pulizie nelle scale di condomini e in molti ci hanno già scelto.

Sanificazione anti Covid-19 Grosseto e Follonica

Decreto Rilancio, il consiglio dei ministri slitta: problemi di copertura

Decreto Rilancio, il consiglio dei ministri slitta: problemi di copertura

Il consiglio dei ministri previsto per le 14 rinviato per ora alle 17

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Niente Nutri-score sui cibi con sali e grasso: l’Ue non imporrà l’etichetta «a semaforo»

La Commissione europea promuoverà «l’etichettatura armonizzata, ma non imporrà la tipologia». Salta il Nutri-score, ovvero la cosiddetta «etichetta a semaforo» che segnala cibi con grassi o saleLa Commissione europea promuoverà «l’etichettatura armonizzata, ma non imporrà la tipologia». Salta il Nutri-score, ovvero la cosiddetta «etichetta a semaforo» che segnala cibi con grassi o sale

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Centri estetici e parrucchieri a rischio fallimento, l’allarme di Cosmetica Italia

In Lombardia si concentra il più alto numero di attività di Italia, un prolungamento del lockdown oltre il 18 maggio minerebbe la sopravvivenza di 25 mila esercizi con danni a tutta a filiera, denuncia l’associazione di categoria aderente a Confindustria

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Decreto Rilancio: reddito emergenza in 2 quote, le domande entro giugno

Decreto Rilancio: reddito emergenza in 2 quote, le domande entro giugno

Ciascuna tra 400 e 800 euro, a famiglie con Isee fino 15 mila euro patrimonio entro i 10 mila euro. Previsto l’azzeramento dell’Iva su mascherine e gel disinfettanti., nel 2020. Arriva il bonus vacanze fino a 500 euro a famiglia per le vacanze

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«Fiere, riconvertire gli spazi in teatri, cinema e aule. Mobilità la vera sfida»

Calzolari, presidente di BolognaFiere: «Il nostro è un settore cruciale per export e ripresa. con l’attività più tradizionale saremo bloccati almeno fino all’autunno. Ma non siamo fermi». Lettera di tre governatori (Bonaccini, Fontana e Zaia) a Conte

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Malacrida (Adecco): «A rischio 3 milioni di posti. Più formazione e flessibilità»

L’ad di Adecco Italia e vicepresidente di Assolavoro: «Sfruttare lo stop per aggiornare le competenze. Il mancato rinnovo dei contratti a termine può costare 1,5 milioni di posti»

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Mediobanca, utili dei primi 9 mesi a 552 milioni (-12%), avanti con il Piano 2020-2023 e dividendi in stand by

Mediobanca, utili dei primi 9 mesi a 552 milioni (-12%), avanti con il Piano 2020-2023 e dividendi in stand by

Nel solo terzo trimestre (il primo del 2020) l’utile e’ sceso del 51,8% a 85 milioni. Quanto alla solidità patrimoniale, il Cet1 è al 13,9%, salirà al 15% nel 2021

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Come affrontano le banche la Fase 2? Oltre il 75% è operativo in smartworking

Con l’inizio della fase due bisogna ripensare totalmente il modo di lavorare e le banche devono essere pronte a operare in contesto economico radicalmente stravolto.

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Stima choc per la Gran Bretagna: Pil in calo del 30% nel primo semestre

La Bank of England prevede un «fortissimo calo» dell’economia nella prima metà dell’anno e un «sostanziale aumento» della disoccupazione. Nel complesso il Pil scenderà del 14% nel 2020 Tassi invariati e niente aumento del Qe

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Parrucchiere ed estetista tra le principali necessità dopo il lockdown; L’Oréal sostiene la riapertura

Parrucchiere ed estetista tra le principali necessità dopo il lockdown; L’Oréal sostiene la riapertura

Metterà a disposizione oltre un milione di mascherine, 80 mila flaconi di gel igienizzante, congelerà a 120 giorni i pagamenti dei saloni clienti per aiutare la ripresa e farà dei corsi digitali agli operatori del settore tramite piattaforma Access

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Discoteche e sale da ballo. L’appello del settore: «Quando arriverà la nostra fase 2?»

Maurizio Pasca, presidente Silb Fipe: «Se abbassassimo il coefficiente di capienza in questo periodo a 0,8 avremmo lo stesso distanziamento previsto dai decreti e la sicurezza nelle sale»

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Bonus baby sitter da 1.200 euro (anche per i centri estivi)

Con le scuole ancora chiuse, il nuovo decreto raddoppia il bonus e i congedi parentali (da 15 a 30 giorni in totale). Ecco come funziona il bonus baby sitter

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Le occasioni sprecate della quarantena

Le occasioni sprecate della quarantena

Sarà  perché lo smart working ha finito per colonizzare l’intera giornata di chi ha potuto lavorare in casa, o come dicono gli psicologi, perchè siamo stati impegnati a confrontarci con noi stessi, col nostro passato e il nostro futuro incerto, e pensando e riflettendo e autoanalizzandoci sul divano, il tempo correva. Sarà pure perché banalmente ci siamo concessi di svegliarci un po’ più tardi e la giornata, tra una passata di aspirapolvere, l’estenuante fila al supermercato e l’intrattenimento dei bambini è volata, ma con lei, settimana dopo settimana di lockdown totale, sono volati via anche i tanti buoni propositi che avevano a inizio clausura.

C’è chi aveva scaricato dozzine di lezioni di pilates del guru del momento e ne ha seguita solo una e chi, come il conduttore Marco Liorni , si era riproposto di dedicarsi “in questo tempo dilatato, a film dilatati, quelli che di solito dici “che palle”, scherza con l’Agi, “come quelli di Akira Kurosawa” e finora però non l’ha fatto. E, ancora quelli che volevano studiare il cinese, o banalmente l’inglese come nel caso di Gabriella Germani, l’imitatrice del cuore di Fiorello, e poi ha lasciato perdere. La sintesi la fa con Agi, con la sincerità che si concede sempre anche in tv, Iva Zanicchi: “Il fatto è che questa quarantena ci ha impigriti tutti..”, chiarisce, spiegando di essersi inizialmente ripromessa di fare un po’ di movimento: “In casa ho la cyclette e il tapis roulant ma non li sopporto… all’inizio della quarantena passeggiavo in casa, poi ho cominciato a trovarlo noioso, e allora con mio marito ci siamo dati al burraco e ci siamo messi anche all’ingrasso, lui ai fornelli io addetta ad apparecchiare e sparecchiare”.

Nella lista dei tanti che oggi sui social parlano di #quarantenasprecata piangendo lacrime di coccodrillo su quello che si poteva fare e non si è  trovato il tempo di fare c’era un po’ di tutto, dal riordino degli armadi alla corsa quotidiana, da tutta le stagioni di Black Mirror alla ricetta dell’anatra all’arancia alla lettura dell’Ulisse di Joyce. Alti o bassi che fossero i buoni propositi, un po’ come la classica dieta del lunedì (molti si erano proposti pure quella) si sono sciolte come neve al sole, ma non tutti, fortunatamente si sentono in colpa, a partire dalla conduttrice di Agorà Serena Bortone: “Lo smart working mi ha permesso di staccare molto poco, ma è anche vero che essendo io un’ottimista pervicacemente ostinata a prendere il meglio della vita non ho voluto programmare nulla: la vita ti regala dei pomeriggi in cui non sei costretta a girare, vedere, socializzare e  ti imponi dei compiti?”.

Se ne è fatta una ragione anche l’attrice e conduttrice Carla Signoris che un buon proposito “utile al fisico” spiega, se l’era dato: “Volevo fare ginnastica, invece niente – ammette – perché a un certo punto mi sono data alle torte, io che ai fornelli sono un mezzo disastro. La ginnastica,insomma ,me la sono mangiata”. È anche vero però che a meno  di un nuovo ritorno alla fase uno, sul quale gli scongiuri sono d’obbligo, due mesi a casa non recapiteranno tanto facilmente. 

Per lo scrittore Federico Moccia, il lockdown è arrivato quando, dopo qualche giorno sugli sci aveva deciso di rimettersi atleticamente in pista anche per presentarsi in forma alle presentazioni del suo nuovo romanzo “Semplicemente amami”, previsto a fine marzo e adesso slittato a metà giugno: “Mi ero appena iscritto in palestra – racconta – e quando hanno chiuso tutto avevo deciso che avrei fatto comunque ginnastica a casa e invece niente neanche una flessione”. Non si è potuto invece sottrarre invece , causa insistenza della moglie (“mi guardava in cagnesco”) al riordino degli scatoloni che provenienti dalla sua stanza-ufficio in casa nella madre, sostavano da mesi in corridoio: “C’erano ricordi, molti dei quali dimenticati,  accumulati dai miei 18 anni ai 27 è stato come aprire un uovo di Pasqua, l’ho trovato terapeutico”. 

Voleva correre e non l’ha fatto anche Beppe Convertini: “Mi ero prefissato un’ora al giorno, ma quando ho capito che era concesso correre solo in prossimità di casa, praticamente il giro del palazzo, ho lasciato perdere”. Il conduttore avrebbe voluto anche leggere di più, chiarisce, ma non è riuscito a tenere il ritmo che si era imposto: “Mi sono rimasti sul comodino e saranno i prossimi che leggerò, “L’uomo del labirinto” di Donato Carrisi e “I cretini non sono mai eleganti”, il ritratto di Giorgio Armani scritto da Paola Pollo. Chissà.

Resta da capire perché ci siamo mollemente impigriti mandando in fumo tanti buoni propositi. Gli esperti spiegano che non essendo più la giornata scandita da appuntamenti e obblighi tradizionali, il senso del tempo finisce per sfuggirci di mente e di mano. Ma non è solo questo:  la Germani, che il lockdown l’ha passato in Ciociaria, vicino ad Arpino nella sua casa di campagna, spiega di aver lasciato perdere l’inglese di cui voleva impadronirsi come alternativa al francese studiato a scuola, quando ha capito che le mancava la giusta concentrazione: “Ho scoperto di non avere più l’ansia del controllo – chiarisce – davanti alla pandemia mi sono sentita come in alto mare in mezzo alle onde e ho pensato che  non aveva nessun senso nuotare (e studiare l’inglese ndr). Mi sono lasciata trasportare, mi sono detta che mal che fosse andata sarei morta e alla fine mi sono sentita perfino più rilassata”. Però non ha mangiato più di tanto: “Prima del lockdown avevo perso due chili e mi ero comprata un paio di jeans fantastici che non voglio assolutamente buttare via”.

Liorni spiega il congelamento dei buoni propositi con la schiavitù da smart working:  “Da casa si finisce per lavorare il triplo, perché le cose non sono mai chiare, ognuno ha orari diversi, quasi un fuso orario personalizzato, diventa tutto complicato” chiarisce, spiegando di essere dispiaciuto di non aver potuto smaltire i film arretrati cui voleva dedicarsi, accanto a Kurosawa anche Truffaut  e la saga di Harry Potter, “ho visto il primo e mia figlia me ne parla sempre”.

Il motivo per cui non è riuscito neanche a leggere come voleva però è anche un altro: “Adesso sto recuperando, ma il primo mese non riuscivo a concentrarmi  perché avevo continuamente bisogno di leggere informazioni sull’andamento della pandemia”. È quello che su Mashable Italia lo psicoterapeuta Leonardo Paletta ha descritto come “rumore di sottofondo” chiarendo che in molti si sono dedicati alle varie attività più per distrarsi dalla paura, dall’ansia e dal dolore di questa situazione”. Una strategia di distrazione, insomma, anziché un’urgente passione.  Significa forse che quando tutto sarà davvero finito torneremo forse a dedicarci davvero al Pilates, alle lingue straniere alle serie tv e alle ricette da chef stellati. Sempre che si trovi il tempo per farlo.

Leggi l’articolo qui, fonte: https://www.agi.it/lifestyle/news/2020-05-04/quarantena-buoni-propositi-8507074/

Nel decreto sulla riapertura si sono dimenticati dei toelettatori per cani

Nel decreto sulla riapertura si sono dimenticati dei toelettatori per cani

Nella lista delle riaperture manca una categoria che serve milioni di clienti: i toelettatori per animali. Secondo gli ultimi dati Censis risalenti al dicembre del 2019, all’anagrafe canina in Italia sono registrati oltre 27 milioni di cani, molti dei quali, lo sappiamo, vivono nelle nostre case.

Le uniche regioni al momento che hanno considerato il servizio toelettatura come un’attività primaria da far riaprire subito sono state Liguria, Friuli ed Emilia-Romagna; nel resto d’Italia la situazione è ancora  incerta.

Il 1 giugno potremo tornare a sederci da barbieri e parrucchieri, ma per molti amici a quattro zampe l’attesa potrebbe essere più lunga. “Stiamo cercando in tutti i modi di diffondere la verità sul lavoro del toelettatore, perché purtroppo in tantissimi anni non è mai stata riconosciuta come una categoria indispensabile. Molti non capiscono che si tratta di una sorta di anello mancante tra il veterinario e il proprietario, non è semplicemente un ‘lavacani’, è chi ti aiuta anche a capire se ci sono delle patologie o meno” dice Eufemia Bartolotta che con la figlia Irene Tolomeo alleva barboni toy e nani.

La signora Bartolotta ha preso a cuore la battaglia che riguarda tra le 7 e le 9 mila attività in tutta Italia, con relative famiglie, e un considerevole numero di clienti che senza il servizio a loro dedicato rischiano parecchio.

Per farlo ha lanciato una petizione che in una settimana ha raccolto 15 mila firme e una pagina Facebook chiamata “Forza toelettatori Italia per riaprire a maggio” dove allevatori, padroni di cani e toelettatori stessi si riuniscono per aggiornarsi su tutte le novità riguardo l’eventuale riapertura.

Al momento quello che si intuisce è che le saracinesche torneranno ad alzarsi dal primo di giugno, che il servizio è stato equiparato a quello del taglio dei capelli per gli esseri umani e che le Regioni con un’ordinanza potrebbero permettere di riavviare queste attività che già prima dell’emergenza venivano svolte su appuntamento e non prevedevano alcun assembramento.

Qual è il rischio che corre un cane che non va per troppo tempo dal toelettatore?

“Ce ne sono parecchi, già in questi due mesi abbiamo ricevuto lamentele di molti proprietari che hanno i cani in condizioni pessime. Esistono cani con il pelo a crescita continua, come i nostri capelli, e poi ci sono i cani cosiddetti da “stripping”, come i cocker, che hanno bisogno di una manutenzione particolare, il pelo in pratica va “strippato”, una tecnica che alleggerisce molto il cane e non crea questo stato di polvere e di sporcizia che poi a contatto con la cute può creare dermatiti. Poi ci sono le unghie che si allungano e si ritorcono su se stesse fino a conficcarsi nei polpastrelli, quindi vanno tagliate e non può farlo una persona inesperta perché rischia di tagliare la vena e creare un’emorragia. Poi c’è il problema delle ghiandole perianali, il toelettatore quando fa il bagnetto svuota queste ghiandole che si riempiono quando il cane evacua, se non vengono svuotate si possono formare degli ascessi che poi si devono curare. Anche le orecchie, ci sono dei cani che hanno il pelo che esce dentro le orecchie e se non viene “strippato” lì ristagnano i batteri e possono venire le otiti, e ci sono dei cocker che muoiono di otite. Tutto si può prevenire facendo fare ai toelettatori il loro mestiere”.

Cosa sente lei dai toelettatori?

“Ci sono famiglie intere che si reggono su una attività, stanno facendo la fame, è giusto che si dica, non possiamo girarci attorno, hanno attinto ai risparmi e non hanno più dove attingere; poi lo fanno anche per passione, perché un lavoro come questo non si può fare senza passione, in questo momento soffrono anche perché non vedono i loro clienti a quattro zampe”

Com’è possibile che un servizio così popolare sia stato ignorato?

“Perché si pensa sempre che avere un animale sia un lusso, è un capriccio, si pensa che il toelettatore sia quello che fa il bagnetto, mette i fiocchetti e basta. C’è una toelettatrice che sta chiedendo disperatamente aiuto perché ha un cliente di 73 anni, vedovo, che l’unico compagno di vita che ha è un cocker maschio, ed è un cane che è il più terribile per quanto riguarda la sporcizia. Puzza, le frange si sporcano di urina, il pelo è da “strippare”. Come si fa a convivere tre mesi con un cocker maschio da solo? E parliamo di igiene, proprio in tempi in cui si parla solo di igiene”.

Cosa può fare in questo momento un padrone per sopperire in qualche modo alla chiusura del toelettatore?

“Moltissimi toelettatori hanno organizzato delle dirette live su Facebook dove hanno spiegato ai propri clienti come averne cura, sono stati veramente eccezionali, non sono stati con le mani in mano”.

È vero però che alcune Regioni hanno deciso di aprire, per saperne di più abbiamo deciso di sentire anche Sabrina Gnani, presidente dell’Associazione Professionisti Toelettatori, per avere una spiegazione più tecnica di ciò che sta accadendo alla categoria.

“Se useranno lo stesso criterio utilizzato per la chiusura, il settore subirà fortissime perdite economiche. Noi chiediamo di poter ripartire in quanto il nostro codice Ateco ci identifica come “servizio alla persona e cura e benessere animale”, mentre noi non lavoriamo sulle persone, lavoriamo sugli animali. Ci sono situazioni drammatiche, noi tutti i giorni veniamo sollecitati sia da i clienti sia dai veterinari per tornare nei nostri saloni perché la toelettatura non è soltanto estetica ma risolve delle situazioni veterinarie”

Qual è la risposta da parte delle regioni che ancora non hanno firmato le ordinanze per riaprire?

“Ci sono evidentemente dei Presidenti di Regione che hanno preso in mano la situazione e qualcuno che evidentemente non vuole o non può assumersi questo tipo di responsabilità”

In un momento in cui si discute così frequentemente delle modalità di ripartenza, questo appare un problema di facilissima risoluzione…

“Noi tra l’altro lavoravamo su appuntamento e con guanti e mascherina anche prima di questa pandemia, per poterci dedicare agli animali nel miglior modo possibile. Noi riceviamo costantemente richieste dai nostri associati perché non si capisce più nulla: in una regione si lavora, in un’altra no. E tutti questi sono imprenditori che lavorano per portare a casa la pagnotta e questa situazione è veramente drammatica e insostenibile. Bisogna ripartire e ripartire anche in fretta, se si considera che la nostra stagione va mediamente da marzo a luglio, un 50% l’abbiamo già perso”

Qual è il prossimo passo?

“Abbiamo unito le forze con le altre associazioni di categoria e abbiamo cominciato a martellare le istituzioni a tutti i livelli, dal sindaco alla Regione, fino ad arrivare a Roma. Noi siamo andati alla Camera dei Deputati con un dossier di richiesta, appoggiati da un onorevole e un europarlamentare, ma loro stessi ci hanno riferito che Roma sembra non essere interessata all’economia, Roma sembra essere interessata a tutelarsi da un punto di vista legale. Qualora un domani il governo centrale fosse accusato di pandemia colposa o qualcosa del genere loro hanno preso tutte le precauzioni del caso, senza considerare che le partite Iva non moriranno di Covid ma di fame”

Queste sono le risposte che avete avuto dalla politica?

“Abbiamo mandato delle mail comuni in cui comparivano le sigle di tutte le associazioni e abbiamo preso contatti anche singolarmente, ognuno con la propria influenza, e abbiamo ricevuto pochissime risposte. Tantissimi hanno preso iniziative private, hanno provato a fare video, interviste a quotidiani locali, ma la risposta della politica è stata praticamente nulla”.

La riapertura è comunque prevista dall’1 giugno

“Molti consegneranno le chiavi ai vari presidenti delle regioni prima, perché non ci si arriva al primo di giugno”

Quale potrebbe essere la conseguenza se davvero si arriverà al primo giugno?

“Molti colleghi hanno già messo in vendita la loro toelettatura, io personalmente ho pagato l’affitto di marzo e quello di aprile, quello di maggio non so se riuscirò”.

A fianco dei toelettatori, oltre a molti veterinari, anche la LAV, la più importante associazione animalista italiana, che con AGI commenta: “LAV è favorevole alla riapertura dei tolettatori poiché il loro intervento è indispensabile a prevenire o lenire eventuali problemi dermatologici o patologie cutanee, non per l’aspetto estetico. Speriamo che il positivo esempio di tre Regioni sia seguito dalle altre, poiché nel nuovo Dpcm non è stato inserito il codice Ateco 960904 che regola proprio questa attività, così come quella dei dog sitter, importanti per le famiglie che non possono far da sole. Auspichiamo anche una chiara riapertura di tutte le attività collegate alle adozioni, per contrastare il collasso delle strutture come canili e rifugi”. 

 

Leggi l’articolo qui, fonte: https://www.agi.it/cronaca/news/2020-05-02/fase-2-coronavirus-toelettatori-cani-8499716/

«Il Covid-19? Durerà 18-24 mesi, fino a un’immunità di gregge del 60-70%»

«Il Covid-19? Durerà 18-24 mesi, fino a un’immunità di gregge del 60-70%»

Lo studio del «Centro per la Politica e la Ricerca sulle malattie infettive» dell’università del Minnesota. I tre scenari futuri sulla base delle pandemie degli ultimi 100 anni

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Occupati, disoccupati e inattivi: ecco cosa dicono gli ultimi numeri sul lavoro

Il numero degli inattivi in Italia, coloro che né lavorano né cercano un’occupazione, è aumentato di 300 mila unità, +2,3% rispetto a febbraio, un aumento mai visto in passato

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Fincantieri vince commessa della Marina Usa che potrà arrivare a 5,5 miliardi di dollari per 10 nuove fregate

La Marina statunitense ha aggiudicato a Marinette Marine Corporation, controllata di Fincantieri, un contratto del valore di circa 800 milioni di dollari per la fornitura di una fregata. Il contratto prevede un’opzione per un totale di 10 navi

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Si può ordinare in un ristorante stellato e mangiare a casa

Si può ordinare in un ristorante stellato e mangiare a casa

Si può ordinare in tre ristoranti stellati e avere la cena (o il pranzo) direttamente a casa. La piattaforma di home delivery Uber Eats ha arruolato Il Convivio Troiani dello chef Angelo Troiani e Turné by Anthony Genovese (Il Pagliaccio) a Roma e a Milano IT, dello chef Aldo Ritrovato.

La consegna a casa è garantita in meno di 30 minuti. Fra i piatti a disposizione sulla app non mancheranno le classiche ricette dei ristoranti ma saranno presenti anche alcune sorprese.

Nel menu di Il Convivio Troiani, gli appassionati di cucina potranno trovare fra i piatti da rigenerare il Kit Amatriciana, gli Spacca Suppli giallo “zafferano” e la Trippa pescatrice. I romani che preferiscono i sapori asiatici troveranno quello che fa per loro da Turnè by Anthony Genovese, che porta su Uber Eats ricette come il suo Tataki di Manzo, Insalata di cetrioli, Fagiolini e Mirtilli o i Noodles ai frutti di Mare, Seppie, Gamberi e Cozze.

I milanesi invece, potranno gustare le ricette dai sapori nostrani di IT come la famosa Cotoletta o i tanto amati Finocchi gratinati e Tartar di zucchine, insieme a qualche nuovo piatto della tradizione come la Frittatina napoletana. 

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